U.O.E.I.
UNIONE OPERAIA ESCURSIONISTI ITALIANI
Sezione "Antonio Tessa" - RIPA DI VERSILIA
 

19/10/2014 La Via degli Acquedotti. Un viaggio a piedi da Lucca a Pisa

Un percorso affascinante collega Lucca a Pisa. Un cammino nella storia, nella natura, nell’arte della Toscana, lungo le vie d’acqua che hanno abbeverato per secoli le due città. Partiremo da Lucca e percorreremo il sentiero che costeggia l’Acquedotto del Nottolini, imponente struttura costruita nell’800, fino alla base del Monte Pisano, presso il sito de Le Parole d’Oro. Luogo misterioso e affascinante che pare creato dalla fantasia di Tolkien, nel quale le costruzioni ben conservate si inseriscono perfettamente nel paesaggio, arricchendolo di suggestioni. Saliremo poi attraverso il bosco sempre vario e suggestivo, fino al vasto prato di Santallago. Saliremo sulla panoramica cresta da dove potremo ammirare sia il versante pisano che quello lucchese, con il mare da una parte e le Alpi Apuane dall’altra. Scenderemo poi attraverso antichi boschi fino ad incontrare il borgo monastico abbandonato di Mirteto, ricco di storia e di fascino. Da qui ci collegheremo all’Acquedotto Mediceo che ci condurrà, dalle pendici del Monte Pisano, fino al centro della città della Torre Pendente.
 


 


 

 
ITINERARIO: Lucca Acquedotto Nottolini - Parole d'oro (Guamo)- sentiero in pianura
Parole d'oro - Osservatorio Gollonzora
- sentiero in salita (30m circa) - Osservatorio Gollonzora - Vorno - strada asfaltata in discesa
Vorno - Cima Vorno - strada asfaltata in leggera salita
Cima Vorno - Campo di Croce - sentiero (n°124) in salita (1h e 30m circa)
Campo di Croce - Asciano Pisano  - sentiero (n°117 e 119) in discesa impegnativa
Asciano Pisano - Pisa P.zza dei Miracoli  - strada asfaltata
 
PARTECIPANTI:  9 - escursionisti ( UOEI Ripa V.) - totale 3 sezioni UOEI -  75


 

 

DIFFICOLTA’  -  (E-Allenati)
DISLIVELLO : 600 mt
 

 
TEMPI DI PERCORRENZA:  7 h
 
 


 
SENTIERI CAI PERCORSI : Segnaletica: CAI Bianco rossa - 124 Cima Vorno - Campo di Croce -  n°117/119 Campo di Croce - Asciano Pisano
 
   
 
ACQUA: Numerose fonti sul percorso
 
PUNTI D'APPOGGIO :
Ai paesi di Vorno e Asciano
                               

PERIODO CONSIGLIATO: Tutto l'anno

 

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Foto escursione

            

 

 

 

 

 

 

Questa domenica ci uniamo alla sezione di Torre del Lago che ha organizzato questa bella ed interessante escursione sulla Via degli Acquedotti da Lucca a Pisa.
Non conoscendo la zona e non avendo trovato molto materiale per documentarmi non potrò essere molto preciso nella relazione di questa bella e lunga camminata. Comunque ci provo!
La necessità di dotare Lucca di un grande acquedotto per rifornire la città di acqua di buona qualità, fu affrontata fin dagli inizi del Settecento. I lavori di costruzione dell’acquedotto, realizzato per volontà di Maria Luisa di Borbone grazie al regio architetto Lorenzo Nottolini, iniziarono nel 1823 e, interrotti più volte, terminarono nel 1851.
Giunti a Lucca con il treno ci portiamo alla vicina San Concordio da dove parte la nostra escursione, dal "Tempiettodi San Concordio" che è in realtà una cisterna costruita dal 1823 al 1825..
Costeggiamo i 459 archi dell'acquedotto su un facile sentiero pianeggiante, veramente ne mancano 6 in quanto, con lungimiranza, sono stati abbattuti  per far passare l' autostrada A11 tra i caselli di Lucca e Capannori. Per passare oltre è stata costruita una passerella che scavalca la stessa.
Dopo circa 3 Km  raggiungiamo dopo un breve tratto in salita il tempietto di Guamo in
stile neoclassico dorico.  da dove ha origine la prima arcata dell'acquedotto che fungeva in passato da primo serbatoio per la distribuzione dell’acqua alla città di Lucca.
Dopo circa 300 mt sul sentiero che percorre lungo l'acquedotto interrato
. Non ci si può sbagliare, gli antichi pozzetti di filtraggio delle acque dell’acquedotto, caratteristici cilindri semi-interrati in mattoni rossi,  ci accompagnano per tutto il tratto; oltrepassiamo un cancello e percorriamo ancora il sentiero, sino a raggiungere dopo un breve tratto di circa 700 metri, il maestoso e imponente sito delle Parole d’oro entrando nella zona di Rispetto dell'acquedotto monumentale di Guamo .
Ora gli archi lasciano il posto ad un lungo e serpeggiante canale:
la Serra Vespaiata;
(costruzione che riuniva le acque del Rio San Quirico e del Rio di Valle).
Il posto dove si trova la Serra Vespaiata viene chiamato “Alle parole d’oro” perché la gente del posto aveva scambiato per oro le lettere d’ottone lucente che ricoprivano un'iscrizione scolpita  sulla pietra di un piccolo ponte.
Questo è un posto romantico dove è stato saputo coniugare
con grande maestria e rispetto, l’ingegnosa opera dell’uomo con l’armonia della natura. Non vi sono aggettivi per descrivere con quale grazia sia stata modellata l’architettura del paesaggio.  I tempietti neoclassici di raccolta delle acque e i canaloni di scolo, si alternano su vari livelli in balze di prati  erbosi con i cipressi che fanno da quinta scenografica  ai lussureggianti boschi retrostanti. Luoghi nascosti che farebbero sognare pittori romantici quali Fridrich e compagni.
Proprio come una monumentale e affascinante via d’acqua: come tempietti votivi di una dea pagana, le opere di captazione delle sorgenti dei monti di Guamo sembravano consacrare la via d’acqua prima che raggiungesse le mura di Lucca.
Seguendo il sentiero n° 128
 ci inoltrandoci nel bosco di pini marittimi, corbezzoli e agrifogli dove risaltano i fiori gialli  di ginestrone.
La prima parte dell’escursione sale molto, alternando tratti di salita leggera e costante a piccoli tratti impegnativi dal punto di vista fisico.
Al termine della salita giungiamo su una strada sterrata sul monte della
Gallonzora, percorrendo la strada in discesa passiamo di fronte all'Osservatorio Astronomico di Capannori (O.A.C.), una stazione osservativa collocata nella frazione di Vorno, sul Monte della Gallonzora, in una zona panoramica senza luci artificiali che possano disturbare la visione del cielo.
La gestione scientifica dell'Osservatorio è affidata all'Istituto Ricerche Fotometriche (I.R.F.) che effettua attività di ricerca scientifica nei due ambiti disciplinari di astronomia e ambientometria. L'osservatorio, infatti, è sia astronomico, sia ambientometrico (monitoraggio delle polveri in atmosfera).
Proseguiamo il cammino adesso  su strada asfaltata per circa 2 Km in discesa sino a giungere alla
pieve dall  867, è dedicata a San Pietro e Compatrona Maria SS. Assunta al cielo, ed era forse una delle 28 esistenti a Lucca al tempo del vescovo Frediano. La prima chiesa risale al V-VI secolo ed era piuttosto piccola. La seconda fu realizzata tra il 1300 e il 1390. La terza, quella attuale, risale al 1794 Soffittata a volta, furono prolungate tre navate, che inglobarono la parte centrale del portico. La quarta navata fu ridotta per fare simmetria col transetto del lato opposto. Nella chiesa si trovano alcune tele di notevole valore. Imponente la mole campanaria con 4 bifore, tetto a piramide, con 4 grosse campane che realizzano un meraviglioso concerto. Il primo documento che attesta l'esistenza della Pieve di S. Giovanni e S. Pietro in loco Eowurno, risale al  867. Altri documenti del 1000 e del 1002 affermano che Vorno aveva giurisdizione su Cantignano, Coselli, Guamo e Verciano.
Vorno deriva dal nome personale Eowurnum, che poi si trasforma in Eowurnus, Evurnus, e infine in Vurnus = Vorno. La storia di Vorno è antichissima. Abitato prima da popolazioni preitaliche, poi dai romani. Tra il V e il VI secolo.
 
A Vorno vi sono anche molte ville antiche, qualcuna addirittura risalente all’epoca di Elisa Bonaparte, qui troviamo un paesaggio tipico della campagna lucchese, ricco di terrazzamenti ad olivo, prati con alberi da frutto e molti fiori di campo.
Costeggiamo il Rio di Vorno su strada asfaltata dopo circa 1 km giungiamo a Cima Vorno da dove parte la vecchia mulattiera,che corrisponde al sentiero n° 124, tra la Piana lucchese e la Conca di Calci o Val Graziosa,  attraverso l’importante valico di Campo di Croce a oltre 600 metri di quota ( sul versante calcesano si parla così di Via Lucchese).
Il sentiero qui e prevalentemente a castagni risalendo l'ombrosa valle incontriamo cascatelle e rapide, dobbiamo attraversare  per due volte il Rio di Vorno. Pian piano arriviamo verso la fine della salita e ci troviamo in una zona un pò brulla dove si vedono ancora i segni di incendi che hanno devastato il bosco. Incrociamo una strada forestale e la seguiamo per circa 200 mt. e giungiamo a Campo di Croce dove convergono altri percorsi.
Approfittiamo del
bel bosco di cedri del libano per poterci fermare per riprendere fiato e finalmente per mettere qualcosa sotto i denti.
Dopo un sosta di una quarantina di minuti riprendiamo il cammino e da adesso andremo in discesa. Percorriamo la strada forestale per circa 2 km e poi sulla sinistra parte il sentiero n° 16 per il Passo della Conserva che raggiungiamo dopo 1,5 km. 
Da adesso entriamo nella Valle delle Fonti da dove parte l'acquedotto voluto dal
granduca Ferdinando I de' Medici. Veramente inizia ancora più avanti, infatti noi adesso siamo sul sentiero 117 che percorriamo sino ad una prima fonte, da qui inizia il sentiero n° 119.
La Valle delle Fonti, anche conosciuta come Via delle Fonti, è una area naturale protetta di interesse locale in provincia di Pisa. Essa è situata nel contesto dei Monti Pisani. Il nome deriva dalla presenza, lungo il percorso che sale al monte, di numerose fonti dalle quali si dirama, appunto l'antico acquedotto mediceo pisano.
Le acque provengono da più sorgenti o polle scavate nella roccia della Valle delle Fonti, tra le più importanti ricordiamo: la polla degli Ontanelli, la polla della Scarpata d' Orlando, la polla del Grugnolo.
Queste acque vengono fatte passare dentro un gran numero di bottini o purgatoi, costruiti in pietra, coperti a volta reale nei quali si depurano rallentando la loro velocità. Attraverso dei canali giungono al Cisternone, una grande stanza a volta reale contenente un' ampia vasca di raccolta, capace di supplire per dieci o dodici ore ai bisogni della città nei casi in cui l'acqua delle sorgenti diminuisse a causa della siccità. Dopo aver raccolto anche le acque provenienti dalla valle della Ragnaia, le tubazioni sotterranee raggiungono il Bottinello di S.Rocco costruito dai Medici e successivamente restaurato dai Lorena nel corso del 1700 e dal Comune di Pisa dopo l'Unità d'Italia. Da qui una galleria lunga più di 400 metri conduce l'acqua all'acquedotto Mediceo
.
All'interno della loggia si trovano ancora due importanti lapidi, una del 1613 e una del 1617, che ricordano i Granduchi Ferdinando I e Cosimo II in quanto realizzatori dell' Acquedotto.
La prima lapide suona così:
ACQUAEDUCTUM A FERDINANDO
MAGNO DUCE ETRURIAE III
SALUBRITATIS URBIS
INCHOATUM
COSMUS II. MAGN. DUX. III
PERFECIT ANNO MDCXIII
Nella seconda lapide leggiamo:
COSMO II
MAGNO D.
ETRURIAE IIII
A. MDCXVII

Continuiamo il nostro cammino su un sentiero molto ripido e scivoloso sempre seguendo il percorso dell'acquedotto sino, appunto a giungere al Cisternone, da quì dopo poco inizia una strada che scende in breve al paese di Asciano.
Una volta giunti nel paese siamo andati all'assalto del bar chi per un caffè, chi per un gelato o magari una birra.
Dopo esserci riposati e rifocillati riprendiamo il, cammino verso
la conduttura sopraelevata costituita da 934 archi che da Asciano ci condurrà sino a Piazza delle Gondole a Pisa.
Procediamo lungo l'acquedotto prima su strada asfaltata, per fortuna chiusa al traffico e poi su sterrata

Dopo circa 6 km lungo questa via giungiamo, finalmente in piazza delle Gondole a Pisa dove c'è la prima fontana cittadina della città.
Adesso non ci resta che proseguire verso la nostra meta che è la famosa piazza dei Miracoli, una delle più belle piazze d'Italia se non la più bella!
Terminiamo la nostra camminata alla Fontana dei Putti felici di aver effettuato una così bella escursione.
Non poteva mancare la foto di gruppo e poi ci dirigiamo, finalmente, a prendere il treno per tornare a casa per un meritato riposo.
 

 

 

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