U.O.E.I.
UNIONE OPERAIA ESCURSIONISTI ITALIANI
Sezione "Antonio Tessa" - RIPA DI VERSILIA
 

22/23/24/ SETTEMBRE 2017 Paglia Orba ( Corsica )

Capu Tafunatu (m 2335)

 


 

 
ITINERARIO: Fer à Cheval (m 1329, indicazioni per la Bergerie di Radule), Rifugio Ciottulu de Mori (1991mt), Paglia Orba (2225 Mt.)
Esposizione prevalente: Sud-Est
Quota partenza (m): 1329
Quota vetta/quota massima (m): 2525
Dislivello salita totale (m): 1250


accesso:
Porto - Col di Vergio sulla D84 oppure raggiungere Calacuccia e proseguire in direzione Col di Vergio.
INDICAZIONI STRADALI
 
 
PARTECIPANTI:  12 escursionisti 


 

 

DIFFICOLTA’  -  (EEA)
 

 
TEMPI DI PERCORRENZA
3 h cammino per raggiungere il rifugio
2,30 h per la salita alla Paglia Orba
 


 
SENTIERI CAI PERCORSI :
 
GR 20
 
 
ACQUA: Torrente Golo sempre presente ma meglio usare acqua al rifugio
 
PUNTI D'APPOGGIO :
Rifugio Ciottulu di i Mori

 

 
Periodo consigliato: Tarda primavera - tutta estate

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Foto escursione
              

 Il nostro calendario escursionistico per questo fine settimana ci propone una tre giorni in Corsica, "Ile de beauté", così la chiamano i francesi, "isola della bellezza" e trovare una definizione migliore non è facile.
Un Isola splendida, selvaggia e ricca di paesaggi solenni e di una Natura varia ed intrigante! Così è la Corsica che esploreremo in questo viaggio dedicato in parte al suo immenso “cuore” roccioso e montagnoso, con solitudini e paesaggi degni di grandi continenti, e in parte alle sue coste Occidentali con le loro scogliere impressionanti e la loro lontananza dal turismo di massa.
Picchi, foreste secolari, laghi glaciali, saranno i gioielli che ammireremo nelle gite in montagna mentre scendendo verso il mare ci accoglieranno canyon granitici e torrenti verdissimi, e infine aerei belvedere su infinite distese di mare blu profondo.

Venerdì 22 Settembre
La sveglia questa mattina è suonata alle 04:30 ma non è stato traumatico, ci siamo svegliati di buon grado sapendo che andremmo in n dei posti più belli del mediterraneo.
Alle 06,00 ci troviamo tutti all'entrata dell'autostrada per recarci al porto di Livorno, da dove imbarcati sulla Corsica Ferries ci dirigeremo a Bastia.
La nave è partita puntuale e adesso nono dobbiamo far altro che aspettare le quattro ore che ci separano dalla nostra meta.
Comunque il viaggio non è monotono perchè la buona compagnia c'è, tra una battuta e l'altra il tempo passa velocemente; inoltre non mancano anche le belle visuali di alcune isole dell'arcipelago toscano: la prima che ci si pone sulla nostra destra è la Gorgona, poi, è il turno della Caparia e dell'Elba, splendide isole che abbiamo già avuto modo di visitare più volte.
A mezzogiorno in punto attracchiamo in porto come da orario ma le operazioni di sbarco ritardano un pò.
Una volta sbarcati prendiamo subito la strada in direzione Col di Vergio, sono circa 90 KM ma in gran parte su strade di montagna, tra il traffico, le curve e ponticelli stretti che ci obbligano a procedere a alternandoci con chi viene dalla parte opposta e maiali allo stato brado che ci attraversano la strada, ci abbiamo messo due ore e mezzo.
Il fatto di per se non è un problema ma c'è l'inconveniente che dobbiamo essere al rifugio per le 18,30 altrimenti, si dice, che non ci diano la cena.
Il tracciato ufficiale passa per il Col de Verghio (in corso Bocca di Verghju 1.477 m) è un passo che si trova al confine tra Corsica settentrionale e Corsica del Sud tra i comuni di Albertacce e Evisa. È il passo più alto della Corsica e si trova sullo spartiacque tra la valle del Golo e quella dell'Altone. È attraversato dalla strada D 84.
Si può abbreviare l’avvicinamento partendo dal tornante Le Fer à Cheval (m 1329, indicazioni per la Bergerie di Radule), dove noi infatti parcheggiamo
le auto.
Parcheggiate le auto scendiamo con l'intento di indossare gli scarponi e gli zaini ma prima dobbiamo subire l'attacco di voraci maiali che si tuffano letteralmente nel cofano di una delle auto rubando una busta di mele, poi minacciosi perlustrano tutte le altre auto.
Comunque sia riusciamo a partire per la nostra meta che è appunto
il rifugio Ciottulu di i Mori che si trova sulle pendici della Paglia Orba e che raggiungeremo tramite il GR20.
Il sentiero entra subito in un bosco di betulle e pino laricio, talora invaso da floride felci, e con una breve risalita si innesta a destra sul tracciato del GR20.

Intanto abbiamo raggiunto la Bergerie di Radule (m 1300), piccolo punto di ristoro che offre anche servizio di mezza pensione, qui troviamo inaspettatamente la Sabrina, la nostra fornitrice di attrezzatura da montagna e suo marito, il mondo è proprio piccolo!.
Guadato un torrente, si passa dietro le stalle perdendo un poco di quota per raggiungere finalmente il solco della valle del Golo.
Arriviamo al torrente Golo e dobbiamo attraversarlo ma ci troviamo di fronte ad un ponticello che le piene del torrente hanno fatto crollare, dobbiamo trovare un punto per guadare, lo troviamo facilmente e chi è già passato è subito pronto con le macchine fotografiche per immortalare un eventuale bagno nelle acque gelide, ma fortunatamente niente di questo è successo:
pieghiamo, poi, a sinistra lungo una marcata traccia: è il Sentiero della Transumanza come recita il cartello, questo sentiero
collega il Falasorma alla regione del Niolu.
D
a qui in poi ci guiderà nella risalita della valle assieme al GR20. Ci troviamo ora in ambiente aperto e roccioso, disseminato di bassi ginepri e qualche pino laricio isolato. Intorno a quota 1500 un ponticello ci riporta sull'altro lato della valle mentre il sentiero si accosta al letto del torrente, costituito in questo tratto da grandi placche lisce che formano scivoli, pozze e piccoli salti d’acqua.
Mentre saliamo una piccola carovana di muli, accompagnata da un mulattiere, probabilmente incaricate di rifornire i rifugi in quota. E' quasi una scena di altri tempi: il conducente con cappello da cowboy guida  con perizia gli animali gridando per incitarli.
Veramente grida anche a noi che con le onnipresenti macchine fotografiche a portata di mano stiamo per fargli delle foto ma molto molto esplicitamente ci fa capire che non vuol essere ripreso, chiediamo scusa e rimettiamo a posto le macchine.
Proseguiamo e ci si
addentra lungamente nella valle poi, intorno a quota 1700, i segnavia bianco rossi piegano a sinistra per iniziare a rimontare il pendio soprastante.
Con qualche svolta, tra sassi affioranti e prati fioriti, arriviamo in cresta presso una larga sella (m 1881) dove la visuale si apre verso la costa occidentale. Ci  teniamo sul filo del crinale, e raggiungiamo un dosso affacciato sul pendio che precede il rifugio. Non ci resta che l'ultimo breve rettilineo e siamo arrivati al rifugio Ciottulu di i Mori (m 1991), dove troveremo ristoro e pernotteremo.
Il rifugio Ciottulu di i Mori 1991 mt. in posizione esposta si presenta con la solita struttura semplice in muratura e all’interno è suddiviso in tre locali , uno del gestore, uno per mangiare e l’ultimo con i letti in batteria. Con locali a parte c’è doccia fredda, WC e una fonte d’acqua in posizione decisamente scomoda per tutti gli usi.
Per fortuna al rifugio siamo arrivati alle 18,30 e ad attenderci c'era una nostra amica che era venuta un giorno prima e teneva buono il gestore che ci appare un pò burbero, non farti beccare con gli scarponi! Appena arrivati ci siamo subito accomodati al tavolo del refettorio
, per la cena ci ritroviamo con un menù costituito da 2 primi una zuppa molto saporita e una pasta con sugo all’italiana, scopriamo poi che il gestore è di origine calabrese forse per questo che condisce la pasta con sugo con funghi e pancetta ma secondo noi ha perso la mano e la pasta è alquanto scotta; ma va bene lo stesso la fame è tanta e ci accontentiamo di tutto, chiudiamo con del buon formaggio di capra, un pò di vino corso, due chiacchiere e via a letto domani mattina ci riaspetta una levataccia, siamo stanchi e poi, comunque, alle 21,00 spegne le luci!!
La colazione è prevista per le 07,00, sul tavolo troviamo un pò di fette di pan carrè, un burrino e marmellatina gusto solo albicocca, un caffè inguardabile o tè, un pò frugale ma che ci vuoi fare?
Visto che per la colazione non perdiamo molto tempo ben presto siamo pronti per la nostra salita alla Paglia Orba.
Uno dei monti più famosi della Corsica: è un massiccio isolato, e domina la costa ovest dell'isola; viene soprannominato il « Cervino corso » o anche la « Regina delle montagne corse ».
Dal rifugio seguiamo il sentiero in direzione Col des Maures, a quota 2130 mt si deve svoltare a destra, l'individuazione del tracciato, perchè non si può chiamare certo sentiero, non è molto evidente e ci vuole un pò per cercare i vari "ometti". Proseguiamo su terreno detritico, sembra quasi un paesaggio lunare, anzi visto il colore rossiccio del porfido sembra più marziano. 
Giungiamo ben presto a delle roccette e alle prime difficoltà, ci troviamo ad affrontare una salita su una parete a sinistra passando sotto una roccia ( 2°-3° grado).
Alla nostra sinistra Capu Tafunatu (m 2335) è una montagna straordinaria, montagna che ci ricorda il nostro monte Forato.
E' infatti caratterizzata da un enorme buco (Trou) che ne trapassa da parte a parte il cuore di porfido rosso. Il nome le deriva proprio da questa particolarità: i tafoni sono infatti i buchi (per lo più circolari e di misure molto diverse) che caratterizzano la roccia di tante montagne dell'isola.
Un fatto così particolare non poteva che dare origine ad una leggenda. Quella che parla di San Martino e del Diavolo che "una volta", in Corsica, facevano l'uno il pastore e l'altro il contadino. Arrabbiato contro il Santo che l'aveva provocato, Satana scagliò il suo aratro nell'aria: ricadendo questo aveva colpito la montagna, causando il buco che da allora la caratterizza.
Il "trou" è davvero grande: misura 35 metri di larghezza e 10/12 metri di altezza.

Seguendo gli onnipresenti ometti raggiungiamo un canalone che risaliamo senza grosse difficoltà, subito dopo ci cementiamo su un'altra parete con passaggi di 2°, poi ci troviamo alla base di un salto roccioso che
superiamo sfruttando la parete a sinistra giungendo ancora in un canalino che saliamo senza tante difficoltà in quanto ben ammanigliato.
Saliamo ora tra roccette e sfasciumi sino ad un intaglio, poi giriamo a destra e affrontiamo un muretto ( qui direi 3°). Finalmente a circa 2450mt. le difficoltà terminano e vediamo la cima, sembra a due passi ma invece dobbiamo scendere per una cinquantina di metri, per fortuna ci sono moltissimi ometti che ci indicano la via giusta da prendere.
Risaliamo prendendo la larga dorsale e in breve giungiamo  alla croce sulla
vetta.
Siamo tutti felici di essere giunti in  vetta e da quassù  abbiamo un panorama a 360° con bellissimi scorci sulla costa, e riusciamo a distinguere il monte Cinto, 2706 mt. davanti a noi verso nord, questa
 montagna  è la più alta della Corsica, ci si affaccia sulla regione di Filosorma, con la valle del fiume Fango e il Golfo di Galeria, sotto di noi si allunga il Vallone di Tula, lungo cui passa il sentiero che sale dal Colle Verghio. Al termine dei prati si vede anche il nostro piccolo rifugio Ciottulu di i Mori.
Rimarremmo tutto il giorno ad ammirare il panorama e a goderci la bellezza che ci circonda ma dobbiamo tornare indietro e a nord si addensano delle nuvole che temiamo si spostino verso sud, per non sbagliare riprendiamo la via del ritorno già percorsa all'andata. La discesa risulta un pò più difficoltosa e non sarebbe male avere una ventina di metri di corda.
Comunque giungiamo al sentiero che ci riporterà al rifugio senza problemi, velocemente scendiamo al rifugio e le nostre facce esprimono la felicità di aver compiuto on successo la nostra ascesa alla vetta.
Dopo una meritata  birra c'è chi si riposa e chi ancora non contento effettua altre piccole escursioni, per quello che mi riguarda con Mario decidiamo di salire a Punta di Tula di
2142mt., altra bella montagna con tre vette, salita facile ma di tanto fascino.
Giunta la sera ci ritroviamo a cena solito menù, ad un tratto spunta una faccia conosciuta, il mondo è proprio piccolo, si tratta di Ugo degli Amici della Montagna di Camaiore sono in quattordici per una settimana di trek, abbiamo riempito il rifugio di versiliesi!
La notte passa tranquilla e al mattino, dopo la solita colazione scarna, dobbiamo prendere atto che è il giorno del rientro e infatti fatti i bagagli ci congediamo dal nostro rifugista Nicola e riprendiamo la via per tornare a Le Fer à Cheval per recuperare le nostre auto e successivamente torniamo a Bastia per reimbarcarsi sulla nave per Livorno.

 Alla prossima!!!

 

 

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