U.O.E.I.
UNIONE OPERAIA ESCURSIONISTI ITALIANI
Sezione "Antonio Tessa" - RIPA DI VERSILIA

30/07/2017 Pizzo D'Uccello da Ugliancaldo
"Porta via solo i ricordi, lascia solo impronte ( Chief Seattle )"



Autostrada A15 La Spezia-Parma. Uscita al casello di Aulla. Prendere la statale SS63 in direzione di Fivizzano. Dopo circa 12 km, superato il paese di Soliera, prendere a destra la statale SS445 del Passo dei Carpinelli in direzione di Casola in Lunigiana. Dopo circa 3 Km vi sono due possibilità:
1. Proseguire in direzione del paese di Codiponte (visitare la bella pieve romanica) e dopo circa 2 Km, all’ingresso di Codiponte, prendere la strada provinciale sulla destra in direzione Ugliancaldo che sarà raggiunto dopo circa 7 Km di salita superato il paese di Casciana.
2. Prendere sulla destra in direzione di Gragnola la provinciale. Dopo 5 Km, alla fine del paese di Monzone (interessante una breve deviazione per visitare la Buca e le grotte di Equi Terme), imboccare sulla sinistra la provinciale in direzione Ugliancaldo che sarà raggiunto dopo circa 9 Km superati i paesi di Mezzana e Casciana.
Oppure dalla Garfagnana:
Da Lucca prendere la statale SS12 della Garfagnana fino a Borgo a Mozzano, poi la SR445 in direzione di Castelnuovo di Garfagnana, proseguire lungo la SR445 fino a Piazza al Serchio. All’uscita di quest’ultimo paese prendere sulla sinistra la provinciale SP51 in direzione di Gramolazzo e Minucciano.  Dopo circa 2 Km dal paese di Gramolazzo, superare l
a galleria e al terzo tornante (500 metri prima del paese di Minucciano) prendere sulla sinistra la provinciale che dopo 4 Km vi porterà a Ugliancaldo.

                                                                                            - INDICAZIONI STRADALI -

 

 
ITINERARIO: Minazzana ( 465 m ) -M. Cavallo di Azzano1021 m  la Fornace (752 m) - Azzano (452 m)
 
PARTECIPANTI:  18 escursionisti


 

 

DIFFICOLTA’  -  (EEA)

 
TEMPI DI PERCORRENZA: 8,00h comprese le soste
 


 
SENTIERI CAI PERCORSI :
 CAI 181 Pieve San Lorenzo (355 m) - Argigliano (412 m) - Ugliancaldo (742 m)  - Maestà (752 m) -  Poggio Baldozzana (1338 m) - Cresta di Capradossa - Foce Siggioli (1405m) - Foce del Giovetto (1497 m) - Foce di Giovo (1500 m)

                                                                               

      

                                                                                                
   
 
ACQUA
Al paese di Uglaincaldo poi non se ne trova più per tutto il percorso
 
PUNTI D'APPOGGIO :
A Ugliancaldo  o ai rifugi Orto di Donna e Donegani
 

 

PERIODO CONSIGLIATO: Primavera - estate

 

  Traccia escursione   - Scarica traccia GPS

 
                                
 
                 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto escursione

            

Il Pizzo d'Uccello (m. 1781) è la vetta più settentrionale delle Apuane. Mostra da ogni versante profili slanciati, ma soprattutto a nord assume un aspetto imponente con la spettacolare parete rocciosa che si innalza per 800 metri, che contribuisce a fargli veramente meritare l'appellativo di "Cervino delle Apuane".
Si distingue tra le altre cime delle Alpi Apuane soprattutto per la sua Parete Nord di quasi 800 m di dislivello che pone la montagna al paragone con le più famose pareti dolomitiche o delle alpi occidentali.
Alla montagna si accede dalla località Orto di Donna un tempo amena valle, adesso il gran parte deturpata dall'escavazione del marmo circondata da cime ardite tra le cui il Monte Pisanino, il Monte Cavallo , il Monte Contrario e il Monte Grondilice .
Sulla parete nord si snodano diverse vie di arrampicata tutte di grande impegno .

Ugliancaldo, situato a 756 m.s.l., è una frazione del Comune di Casola in Lunigiana in provincia di Massa Carrara.
Il borgo, al cui interno i veicoli a motore non possono circolare, sorge a a cavallo tra la Lunigiana e la Garfagnana, sulla cresta delle Alpi Apuane dove il Pizzo d’Uccello e il Monte Pisanino fanno da sfondo a scenari naturalistici veramente sorprendenti.
Deve probabilmente il suo nome a quello di un gentilizio romano, “Ulius”. Fu un fiorente centro artigianale, prima sotto i Malaspina di Fosdinovo e del Castel dell’Aquila di Gragnola e poi dal 1418 sotto la città di Firenze.
L’antica porta trecentesca nella parte vecchia del borgo, la Chiesa di Sant’Andrea del XV secolo e l’oratorio di San Rocco del XVIII sono alcuni luoghi di interesse che si possono ammirare in paese.
( Da https://ugliancaldo.wordpress.com/ugliancaldo/ )

Questa escursione  Ugliancaldo – Pizzo d'Uccello  è un uscita impegnativa, per lunghezza e per la presenza di alcuni passaggi relativamente difficili. Ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di soci, 18, un bel gruppo visto il grado di difficoltà.
Partiamo da Ripa (ore 7,00), un pò presto ma per raggiungere Ugliancaldo ci vuole quasi due ore e anche per la lunghezza del percorso.
All’arrivo ad Ugliancaldo, in località La Maestà, ci  rendiamo subito conto di che tipo di giornata ci aspetta, Calda, molto calda!
 In breve tuttavia siamo pronti e imbocchiamo il sentiero 181 il sentiero è sassoso e quasi subito inizia in erta salita. Giungiamo ad una faggeta per poi uscire su praterie con rari alberi.  Il panorama si apre verso Ugliancaldo, sull'Appennino, sul lago di Gramolazzo e sul Pisanino.
Procediamo con difficoltà per trovare la traccia nascosta tra il folto paleo, anche i segni bianco rossi sono scarsi, molti paletti sono caduti in terra.
saliamo per un lungo tratto tra tornanti su una traccia scavata dall'acqua e nascosta sotto l'erba. Raggiungiamo la cresta e adesso ci troviamo davanti alla grande parete Nord del Pizzo e la cresta di Natta Piana.
Riprendiamo il cammino sui prati sino a raggiungere il segnavia con indicazione Poggi di Baldozzana, ci troviamo al bivio tra il sentiero 189 e il 181 che noi continuiamo a percorrere.
Seguiamo ancora il sentiero su erba insidiosa e il Pizzo d'Uccello sempre di fronte a noi, sulla sinistra il Pisanino.
Salendo ancora la visuale si apre sull'alta valle di Orto di Donna e sulla Cresta della Costiera di Capradossa che percorreremo.
La cresta adesso è erbosa e panoramica con un boschetto di betulle sulla destra.
Troviamo dei faggi che ben presto diventano un folto boschetto con tratti ripidi.
Ben presto siamo fuori dal bosco e prendiamo a salire per la cresta vera e propria, aperta e panoramica su Pisanino e Pizzo.
Questa cresta divide la valle del Serchio di Gramolazzo (Val Serenaia) da quella del Solco di Equi, la cresta è rocciosa e, a tratti, esposta e da percorrersi con prudenza e attenzione, aiutandosi anche con le mani, ma è divertente e appagante.
Saliamo per tratto agevole per poi scendere qualche metro, da qua riprendiamo a salire fino a un poggetto dove arriviamo molto panoramico a destra sul crinale percorso dalla via ferrata Tordini-Galligani. Continuiamo a salire e siamo al punto più alto della cresta (1464 m) da cui inizia la discesa per Foce Siggioli. Il primo tratto è ancora in cresta poi nel tratto finale il percorso si allarga fino a un sentierino che ci porta alla Foce Siggioli dove arriva la ferrata Tordini-Galligani e parte, verso sinistra in discesa, il sentiero 187 per il rifugio Donegani.
Il sentiero continua dal lato di val Serenaia e nel tratto iniziale è a saliscendi; ora scendiamo un po' e siamo a un'altra finestra sulla Nord da cui si può vedere bene il contrafforte su cui si sviluppa la via ferrata di cui si vede l'andamento e il filo metallico. Il sentiero scende verso sinistra, davanti abbiamo Pisanino e Orto di Donna.
Entriamo nella faggeta e godiamo per un pò di frescura che ci dona l'ombra.
Ma ben presto usciamo di nuovo dal bosco per costeggiare un tratto roccioso per poi rientrare nel bosco.
Al termine del bosco ci troviamo a salire per un ripidissimo canalino dove è presente un cavetto, un pò troppo lasco.
Raggiungiamo una terrazzina da dove possiamo abbiamo una bella vista sulla Cresta di Capradossa, Pisanino e la Val Serenaia
Adesso seguono dei saliscendi per poi salire fino al Giovetto. Il primo tratto è molto esposto e ci sono due brevi tratti di corda metallica, scendiamo poi più facilmente per roccette per poi entrare a nel bosco in salita. Ne usciamo dopo pochi minuti avendo di fronte le cave di Orto di Donna. Poi riprendono gli alberi e poi entriamo in un altro bosco  di faggi per uscirne alla Foce del Giovetto.
Dopo una breve sosta prendiamo la salita alla vetta del Pizzo, una salita di circa 300 metri di dislivello.  La parte superiore della montagna è tutta roccia, a tratti solida, a tratti sfasciume, e la salita in alcuni tratti impegnativa, richiede spesso l'uso delle mani per aiutarsi nella progressione (viene infatti classificata come I° grado, un tratto di II°) e ovviamente la massima attenzione nei non pochi tratti esposti. 
Dopo un primo tratto impegnativo ma comunque superabile solo con un po' di attenzione si incontrano alcuni passaggi molto esposti su cui è necessario progredire aiutandosi con le mani superando alcuni passaggi in arrampicata. Sono brevi passaggi classificati di I° grado che possono comunque mettere in seria difficoltà i meno esperti. Mentre saliamo continuiamo a raccomandare a tutti fare attenzione ai sassi smossi che potrebbero causare gravi danni a chi segue, utile aver portato il caschetto. 
Arriviamo comunque tutti in vetta, felici e appagati della bella "arrampicata".
Troviamo un gruppetto parmigiano che abituati all'Appennino rimangono entusiasti dell'ambiente esternando espressioni di meraviglia e paragonando le Apuane alle Dolomiti, aumentando così in noi l'orgoglio di sentire nostre queste montagne.
Oggi non siamo particolarmente  fortunati la giornata non è abbastanza limpida, anzi abbastanza nebbiosa, da qui  la vista sarebbe superba , a vederla, spazia su tutta la Lunigiana con il vicino Solco di Equi, sulla valle di Vinca, sulla Val Serenaia con in primo piano il Pisanino, sul Sagro e sulla Cresta Garnerone, sul Grondilice e su tante cime delle Alpi Apuane. Impressionante è anche la vista sulla cresta su cui passa la ferrata di Foce Siggioli. 
Volgendo lo sguardo verso il mare si abbraccerebbe dal litorale dalla Spezia all'isola D'Elba, più  a nord la Gorgona e la Capraia e guardando bene all'orizzonte si potrebbero vedere anche le montagne della Corsica.
Ci congratuliamo tra di noi e rimaniamo in vetta abbastanza per farci uno spuntino, poi una foto di gruppo e via ridiscendiamo per la via appena fatta per salire.
Una volta ridiscesi al Giovetto ci ricompattiamo e approfittiamo del boschetto per un pò d'ombra e riposo ma ben presto riprendiamo la via percorsa al mattino e ritorniamo a Ugliancaldo dove avevamo parcheggiato le auto.
E' stata un'escursione lunga e in una delle giornate più calde di questa già torrida estate, siamo stanchi ma enormemente appagati dalla bellezza di queste montagne, la cosa più importante, però, è quella di aver passato una bellissima giornata in allegria e spensieratezza con ottimi amici.
E ora via ci vuole un bel gelato!
Ciao alla prossima!!


 

 

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