ATTREZZATURA

Pedula:
Per l'escursionismo è la calzatura migliore. Permette di avere una buona aderenza su tutti i terreni, non è troppo pesante, è non è rigida. Attenzione però: un prezzo troppo basso significa sempre materiale scadente. Soprattutto in termini di suola, il marchio "Vibram" è in genere una garanzia. Per la manutenzione necessitano solo di pulizia: per la suola si può usare una spazzola, per la tomaia solo acqua tiepida. Lasciare asciugare all'ombra.

Scarponi:
Sono senz'altro consigliati a dispetto delle pedule per l'attività sulla neve. Tengono di più l'acqua ed hanno un battistrada migliore e proteggono efficacemente il piede dalle asperità del terreno, da urti e distorsioni. Consigliata la suola Vibram che consente un sensibile assorbimento degli urti con conseguente minore sollecitazione delle articolazioni del piede. La rigidità della scarpa dipende dall'uso per cui è stata progettata, per alpinismo classico e per ghiaccio è più rigida. Quelli per trekking sono più leggeri e flessibili, tuttavia per escursionismo in alta quota sono preferibili quelli semirigidi. Il loro prezzo dipende dai materiali utilizzati: i più economici sono in Gore-Tex, un materiale molto resistente all'usura ma inadatto alle lunghe escursioni sulla neve; risultano più adatti ad escursioni estive. I modelli in pelle opportunamente ingrassati sono invece molto resistenti all'acqua, quindi adatti a lunghe escursioni sulla neve. I modelli in pelle Nobruk, una pelle di primissima scelta, non vanno mai ingrassati, pur non danneggiandosi per questo, perché perderebbero la loro caratteristica di morbidezza. Gli scarponi migliori hanno un bollino colorato, quello verde indica che la suola è del tipo "shock-absorber" che neutralizza quasi tutta l'energia assorbita; il bollino giallo indica invece una suola ad alta aderenza sul bagnato. Vanno impermeabilizzati con gli appositi prodotti. Per le lunghe uscite su neve e ghiaccio sono particolarmente consigliabili i modelli in plastica. Il piede deve alloggiare bene nello scarpone con una calza di lana, quando tiriamo i lacci bordi della tomaia non devono toccarsi; le dita devono rimanere libere di muoversi e non devono toccare la punta. Lo scarpone deve avvolgere il piede e non muoversi in senso verticale, la misura dovrebbe essere di mezzo numero superiore al normale. Qualunque modello acquistiate, dopo ogni uscita vanno accuratamente puliti. La suola può essere lavata e pulita con una spazzola dura ma la tomaia va lasciata asciugare, quindi spazzolata e lavata con una spugna bagnata asportando fango e detriti. Vanno infine asciugati all'ombra e dopo lunghe esposizioni all'acqua trattati con lo specifico impermeabilizzante. L'interno, esposto all'azione del sudore può emanare cattivo odore a causa dei germi, in commercio esistono appositi prodotti, anche spray, per la pulizia. Prima di riporli sarebbe consigliabile imbottirli di carta e allacciarli.

Occhiali da sole:
Non devono mai mancare, soprattutto sulla neve. Riparano anche dal vento, è meglio usare quelli con protezioni laterali e per il naso. Le lenti devono essere di ottima qualità.

Corda:
E' la parte più importante dell'attrezzatura di chi fa roccia. Deve essere di tipo dinamico, in altre parole, in caso di caduta il suo allungamento assorbe una parte dell'energia prodotta diminuendo il nostro choc. Sono realizzate con materiali sintetici (nylon e perlon) con anima composta da fili sottilissimi intrecciati in modo da formare trefoli attorcigliati a loro volta. In alpinismo si usano corde da 8-9 mm di spessore da usarsi sempre in coppia, nell'arrampiacata sportiva si usano invece diametri di 10-11 mm, in questo caso la si usa singolarmente. La lunghezza varia normalmente tra i 50 e i 60 metri. Va sempre riposta in luoghi freschi e lontana dai raggi del sole, dagli oli e dai prodotti acidi. Almeno ogni sei mesi va lavata con acqua e sapone e lasciata asciugare all'ombra. In montagna evitare di calpestarla, soprattutto coi ramponi, in ogni modo va periodicamente controllata. In caso di caduta è meglio sostituirla subito, altrimenti va fatto almeno dopo 5 anni (2 per la mezza corda).

Cordino:
Altro non sono che corde del diametro di 5-8 mm. Sono venduti a metri.

Moschettoni:
Costruito in lega leggera e serve per collegare corde a chiodi, imbrago, ecc. Ne esistono di vari tipi:

  • tipo a pera, usato per tutte le manovre con corde
  • tipo ovale, generalmente meno resistenti del tipo a pera non sono adatti all'arrampicata
  • tipo a D, usato per i rinvii, ha leva curva per l'inserimento della corda
  • rinvio, è composto da due moschettoni uniti da una fettuccia. Permette il collegamento tra corda e chiodo

Discensore:
In commercio c'è una grande quantità di freni a seconda dell'attività svolta, lo scopo è comunque quello di frenare in modo quasi istantaneo la caduta, di bloccare la corda o per effettuare una discesa con la corda. Per la discesa a corda doppia il più classico è il discensore ad otto, come freni autobloccanti (si bloccano automaticamente in caso di forte sollecitazione o semplicemente togliendo la presa dall'attrezzo), per fare sicura al compagno troviamo il "grigrì" e lo "yoyo" o, come autobloccante per risalire anche la corda lo "shunt". È sicuramente importante la loro pulizia (solo con acqua), vanno sempre conservati lontano dai raggi solari e da fonti di calore. Soprattutto per i discensori vanno evitate manovre veloci che implichino un forte sfregamento della corda e quindi alte temperature sui materiali.

Fettuccia:
Si trovano in commercio in forma piatta o tubolare, tutte realizzate in poliammide. Dello spessore di qualche centimetro vengono vendute a metri o preparate per la realizzazione di rinvii. La manutenzione è la stessa delle corde.

Imbragatura:
Serve per distribuire l'impatto di un'eventuale caduta su parti resistenti del corpo. Esistono in due tipi: bassa e intera, dotata cioè di bretella e cosciali. Generalmente sono realizzate in fettuccia, imbottite e dotate di ganci porta attrezzi. Vanno periodicamente controllate le fibbie e le cuciture nonché l'abrasione dovuta all'uso.

Ammortizzatore per vie ferrate:
E' comunemente definito anche "set per vie ferrate", è costituito da due moschettoni specifici (marcati con la lettera K) muniti di ghiera automatica ed anello fermacorda, una corda dinamica 1 UIAA di10,4 mm di diametro lunga 5,5 metri e divisa in due spezzoni rispettivamente di 3,8 e 1,7 metri. L'utilizzo di corde diverse da quella citata è vietato. Il set è fornito completo di ammortizzatore (dissipatore) che ha il compito di assorbire, trasformandola in calore, una parte dell'energia cinetica della caduta. Il set può essere usato indifferentemente sia con imbrago basso che imbrago alto, tuttavia se si porta lo zaino è necessario l'impiego di quello alto. All'imbrago alto lo si collega così: realizzare un'otto (vedi pagina dei nodi) a circa metà del tratto di corda che segue il dissipatore. Passare il capo negli anelli di un lato dell'imbrago, dal basso in alto, e infilarlo poi nell'asola del dissipatore. Passare ora la corda anche negli altri due anelli, questa volta dall'alto in basso, e di nuovo, quindi in senso inverso, nell'asola del dissipatore. A questo punto il capo libero della corda deve passare nuovamente nel nodo ad otto (nodo delle guide), in senso inverso; a questo punto si deve stringere bene il nodo e verificare che l'imbrago sia ben stretto intorno al corpo. E' di fondamentale importanza per la sicurezza che ci sia un lasco di corda di 110 +/- 10 cm tra il nodo e l'ammortizzatore (è questo tratto di corda che consente di assorbire parte dell'energia di caduta). Dopo una caduta verificare che la corda non abbia subito danni e riportare nella posizione originaria la cardo nell'ammortizzatore. E' vietato apportare modifiche o riparazioni. Per la manutenzione è inoltre necessario sostituire l'ammortizzatore in seguito a forti cadute, anche se nessuna degradazione è constatabile all'esame visivo. La sua resistenza potrebbe infatti essere diminuita drasticamente. Sostituire l'ammortizzatore se presenta segni di usura o ossidazione. Lavarlo solo con acqua e asciugarlo con un panno morbido. La corda va lavata con acqua fredda e lasciata asciugare all'ombra e al fresco. Evitare il contatto con sostanze corrosive, fonti di calore e non lasciare esposta al sole.

Casco:
E' sempre realizzato in materiale plastico leggero ma fortemente resistente a colpi e urti anche violenti. Deve essere provvisto di sottogola imbottito e regolabile e di struttura interna che allontani la calotta dalla testa. Controllare periodicamente le fettucce e pulirlo regolarmente. Deve essere sostituito dopo ogni urto violento.

Ghette:
La loro funzione è di evitare che entri neve nello scarpone quando vi si affonda, Non necessitano di manutenzione, vanno solo lavate e lasciate asciugare all'ombra. Il cinturino di regolazione sul piede è soggetto ad usura e va quindi controllato così come la zip di chiusura. Controllare anche l'usura per sfregamenti (o strappi prodotti dai ramponi).

Racchette:
La loro funzione è evitare che il piede sprofondi nella neve rendendo perciò la marcia meno faticosa consentendo, magari con l'ausilio di bastoncini da sci, escursioni invernali anche senza essere provetti sciatori. Oggigiorno sono prodotte in polipropilene e in vari modelli così non è facile scegliere un attrezzo adatto alle proprie esigenze. Sono dotate di attacchi snodati che consentono un avanzamento più naturale riducendo la fatica. Esistono vari tipi di attacco, universali o studiati per scarpe specifiche. Alcune sono dotati di rampone per neve dura e anche di alzatacco per terreni ripidi. In definitiva per la scelta dovete tenere conto del vostro peso, del tipo di calzatura da usare, del terreno su cui prevedete di camminare e dell'attività che intendete svolgere maggiormente. Vanno lavate ed asciugate dopo ogni uso controllando che gli attacchi in tutti i loro componenti siano in ordine.

Piccozza:

Ne esistono di vari tipi adatte alle varie attività. La becca è provvista inferiormente di dentature ed è ricurva verso il basso. Quando la curvatura è più accentuata, e quindi più aggressiva, si tratta di un modello tecnico per cascate di ghiaccio. Tuttavia il modello classico, con la becca con curvatura poco accentuata, è valido anche per canali con pendenze accentuate e difficoltosi. Il manico, solitamente rivestito di materiale antiscivolo nel tratto dell'impugnatura, termina con un puntale più o meno arrotondato. Ogni piccozza è fornita di lacciolo che permette di averla sempre legata al polso, evitando di perderla. Il manico ha un lunghezza variabile; per pendii di neve di modesta pendenza o su ghiacciaio si consigliano lunghezze non superiori ai 60 - 70 cm, da scegliere tuttavia in relazione alla propria statura. Deve essere lavata e bene asciugata dopo ogni uscita, da controllare anche il lacciolo e eventuali lesioni del manico


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Ramponi:
Quando la neve diventa troppo dura per essere scalinata con gli scarponi allora diventa indispensabile l'uso dei ramponi. Ci sono modelli mono e bi-punta I bi-punta hanno il vantaggio di una maggiore stabilità. I modelli da cascate hanno invece 14 punte, la seconda e la terza fila anteriori sono molto aggressive. In funzione dell'uso che si intende farne bisogna scegliere il modello più adatto. Per alpinismo classico, ed escursionismo, sono adatti modelli a 12 punte. Hanno attacchi semiautomatici o automatici idonei però solo a scarponi predisposti. Prima di indossarli vanno regolati in lunghezza per adattarli perfettamente alla suola dello scarpone. Per il trasporto in zaino è opportuno dotarli delle apposite protezioni in gomma per le punte. La manutenzione dei ramponi è assai importante.

                                                                             Vita di un rampone

Difficile da quantificare; le variabili sono molte. Ecco alcune regole di base:
  • Uso saltuario: 5 - 10 anni
  • Uso regolare durante l'anno su vie difficili, per qualche cascata: 3 - 5 anni
  • Uso professionale, spedizioni, vie nuove, cascate: tra 3 e 6 stagioni

 

Decalogo dei ramponi

  • Ramponi e piccozza sono complementari e possono rendere sicuro un passaggio altrimenti pericoloso anche se in ambiente non estremo.
  • E' di straordinaria importanza che il rampone sia ben regolato sullo scarpone.
  • Controllare la regolazione dei ramponi, il serraggio delle viti, le eventuali incrinature e lo stato delle cinghie PRIMA di partire per una salita. Le stesse semplici operazioni diventano un dramma alle 5 della mattina nel buio davanti ad un rifugio.
  • Ricordate che le allacciature classiche con cinghie devono essere chiuse e poi nuovamente regolate dopo alcuni minuti di marcia, come si faceva ai "vecchi tempi".
  • Tutti i ramponi (ed anche gli scarponi senza ramponi) fanno zoccolo in particolari condizioni di neve, l'utilizzo di una suola antizzoccolo è fattore di comodità e sicurezza.
  • Affilate le punte con una lima a taglio fine e mai con una mola rotante per non rovinare il trattamento termico; affilate le punte laterali nella parte anteriore e posteriore e non sui fianchi, le punte anteriori invece vanno affilate sui lati e non sulle parti laterali.
  • Non scaldate il rampone per nessun motivo (...adattamenti...) rovinereste il trattamento termico con gravi effetti sulla resistenza e sulla durata.
  • Non dimenticate i ramponi bagnati e sporchi in una borsa impermeabile; lavateli con acqua pulita, fateli asciugare all'aria, poi ingrassateli (grasso al silicone) con uno straccio o un prodotto aerosol.
  • I ramponi possono essere pericolosi per i vostri vicini (e per noi stessi); teneteli dentro lo zaino o utilizzate una borsa porta ramponi.
  • I ramponi possono essere danneggiati camminando sulle rocce senza attenzione (o correndo sui gradini in cemento delle funivie!) perciò controllateli regolarmente (e ricordate di stringere le viti di regolazione prima dell'uso).

TUTTI I MATERIALI DEVONO AVERE IL MARCHIO "CE" ED ESSERE CONFORMI ALLE NORME EN958

le illustrazioni sono tratte dal sito di Carlo Gozzi www.montagnapertutti.it

 

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